Domande frequenti dei volontari

È richiesto un periodo minimo di permanenza?
Si, minimo 12 giorni, inclusi i giorni relativi al viaggio.
Questo permette al volontario di avere un’idea globale della vita nel campo e potersi integrare con la comunità. Un periodo troppo breve crea solo confusione ai rifugiati e al coordinamento dei lavori al campo. 

Devo autofinanziarmi il soggiorno?
Si, purtroppo.
Fare volontariato in un’organizzazione comporta l’autofinanziamento, altrimenti sarebbe quasi un lavoro dipendente. I costi relativi non possono essere coperti da nessuna organizzazione, per non sottrarre fondi destinati ai rifugiati e ai costi di missione. 

Una quota di 50€ viene richiesta a tutti i volontari una volta all’anno, mentre un contributo benzina  di 50€ per viene richiesto ad ogni soggiorno.

L’organizzazione mette a disposizione degli alloggi per i volontari? 
Si.
L’organizzazione ha diversi appartamenti a disposizione, da 2, 3 e 4 posti, con cucina, bagno e camere da letto separate. Connessione internet in quasi tutti. La posizione degli appartamenti è centrale o semicentrale, in contesti tranquilli e vicini a lavanderie a gettoni, ristoranti e locali pubblici. Il volontario che decidesse di non usufruire degli appartamenti dell’organizzazione dovrà preoccuparsi di raggiungere in autonomia il luogo di raduno con gli altri membri del team.

Come ci si sposta?
Se i volontari dovessero essere in numero tale da non poter essere trasportati su un solo mezzo, l’organizzazione comunicherà ai volontari in arrivo la necessità di un’altra auto, le spese della quale saranno suddivise su tutti i volontari presenti.

Esistono giorni di pausa?
Si.
Il volontario è sempre libero di richiedere la mezza giornata o la giornata intera di pausa. Il coordinatore si assume la totale responsabilità di decidere se il gruppo deve stare a casa un giorno.

Devo fare una raccolta fondi prima di partire?
Obbligatorio no, molto consigliato si.

Le raccolte fondi sono fondamentali per due semplici motivi: senza i fondi donati non possiamo fare quello che facciamo e fare propaganda della situazione attuale in Grecia. I media non seguono più la vicenda perché non interessa molto ma le persone continuano ad arrivare e l’emergenza non è finita. Una raccolta fondi può consistere semplicemente nel parlare della futura partenza con parenti e amici, in modo da stimolarne l’interesse e l’eventuale supporto in termini economici. Oppure si possono indirizzare gli interessati al nostro sito web.

Di tutte le donazioni il 10% viene trattenuto per coprire i costi di missione

Devo avere un età minima o massima?
Si.
Minimo 18 anni  e in buona salute. Per buona salute si intende essere in grado di fare lavori manuali per 10/12 ore al giorno, 6 o 7 giorni la settimana, con temperature elevate in estate e fresche in inverno.  

Devo saper parlare inglese?

Si, è richiesta una conoscenza base dell’inglese.

Come funziona l’iter per diventare volontario?

Vai sull’icona “diventa volontario” e riempi il breve questionario nella maniera più precisa e professionale possibile.  Ricorda che, essere volontario in un campo profughi non è da affrontare con lo spirito di una vacanza ma è un privilegio che in pochi hanno e che la tua partecipazione dipende soprattutto dalle risposte che darai.

Il volontario a questo punto sarà sottoposto al team organizzativo QRT, che deciderà se è idoneo al compimento dell’esperienza oppure no. Il team si occuperà di informarti se nel periodo da te indicato vi è disponibilità. La comunicazione avviene solo ed esclusivamente tramite la mail ufficiale di QRT (info@quickresponseteam.gr), anche se conoscete un membro del team. Vi preghiamo di rispettare questo punto per la massima riuscita del nostro lavoro.

Il volontario riceverà tutte le informazioni necessarie prima della partenza e non vi sarà nessun aggiornamento sulla situazione attuale se non poco prima dell’arrivo in Grecia da parte del coordinatore in loco. Sarà, infatti, il coordinatore della missione a prendere contatto con te, senza che vi sia uno scambio di numeri/contatti precedentemente, né con i volontari né con il coordinatore.

Come avvengono gli spostamenti?

L’organizzazione mette a disposizione del coordinatore un’automobile, oltre che un’altra vettura per i volontari. Questa seconda macchina è guidata dai volontari e per questa ragione chiediamo a chi ne fosse in possesso, di portare con sé la patente di guida definitiva (per i cittadini svizzeri).

È pericoloso entrare nei campi?

In maniera generale no ma una certezza al 100% non possiamo darla. La nostra esperienza ci dice che le persone che sono all’interno dei campi sono educate, civili e rispettosi dell’altro. Non possiamo negare che ci sono state situazioni difficili, magari incomprensioni fra etnie, stress fra i rifugiati o altro e quindi sono scoppiate risse. Ad ora non è mai successo niente ad un membro di QRT e questo lo associamo alla professionalità e alla serietà con la quale ogni volontario ha lavorato con noi.