Dove siamo attivi ora

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Dal mese di aprile ad oggi la situazione è notevolmente cambiata, in continua evoluzione e all’orizzonte non si prospettano grandi migliorati per quanto concerne le condizioni di vita in cui migliaia di persone sono obbligate a vivere ogni giorno.

L’accesso al campo di Diavata, quello in cui operavamo e che era diventato per noi costanza e quotidianità, è stato negato a tutte le ONG presenti sul territorio greco e siamo stati obbligati ad adeguarci alle restrizioni burocratiche garantendo la nostra presenza anche presso altri campi rifugiati.

Il nostro team si contraddistingue per la sua capacità di adeguarsi in brevissimi tempi al mutare del contesto operativo, così da offrire assistenza in tempi rapidi,  di ogni tipo, e su un territorio più vasto. Infatti, il Quick Response Team si mobilita allo scopo di garantire la necessità di aiuti che vanno dall’assistenza basilare (garanzia di un minimo alloggio, cibo e prima assistenza medica) a quelli considerati primari (sviluppo nelle relazioni familiari e sociali) e secondari (problem solving, supporto emotivo ed educazione nei suoi termini più generali).

In quali campi opera QRT? Diavata, Serres, Volvi, Alexandria, Nea Kavala, Veria, Kavala, Lagadikia. In quesrti campi rifugiati di organizzato non c’è praticamente nulla, nemmeno un posto da offrire a famiglie con bambini piccoli e costrette a dividere tende da campeggio, in condizioni climatiche difficili sia nelle stagioni più calde che in quelle più fredde. Gli arrivi sono costanti e non prevedono una diminuzione, giungendo da un viaggio duro e che li vede percorrere migliaia di chilometri.

Generalmente arrivano in Grecia attraversando un fiume che fa da confine naturale con la Turchia: è purtroppo capitato che siamo stati confrontati con famiglie che, durante il loro viaggio verso l’Europa, hanno perso delle persone care. Malgrado il dolore e lo sconforto siano forti, non sono sufficienti per tumulare quel senso di resilienza che contraddistingue molte storie di vita con cui lavoriamo ogni giorno.

Ogni giorno siamo confrontati con persone con occhi troppo stanchi, piedi e gambe doloranti, ascoltando le loro esperienze e i loro racconti con quel filo di voce straziante rimasto. Percepiamo la loro rabbia per un’ingiustizia non giustificata, cercando di curare quelle ferite che sembrano non rimarginarsi mai.
Di quante persone stiamo parlando? A novembre 2018 i numeri sono i seguenti: Diavata 1200 persone, Serres 1140, Volvi 900, Alexandria 1100, Nea Kavala 1300, Kavala: 600, Lagadikia: 650 e a Veria non ci sono dati ufficiali ma secondo l’ultima rilevazione ci sono circa 700 persone. E gli arrivi non sembrano fermarsi.

Come andiamo avanti? Con la forza che spesso viene da loro, da quei sorrisi, dai quei piccoli gesti che ci fanno tenere duro e ci dicono “si, la strada percorsa è quella giusta”.