Testimonianze

Francesca

Settembre 2020

“Al campo di Diavata ho incontrato le persone più straordinarie che potessi incontrare nella mia vita. Il campo profughi è un luogo in cui è facile trovare la sofferenza e la disperazione, ma io lì ho incontrato anche e soprattutto, tanto amore e voglia di riscatto. Ho conosciuto donne davvero coraggiose, piene di determinazione e dolcezza, gentili, generose. Ho conosciuto uomini con ferite ai piedi, scarpe rotte e camice strappate, ma che portavano negli occhi la dignità di chi non ha mai smesso di lottare. Ed ho conosciuto bambini di tante etnie e colori, ma tutti con la stessa voglia di giocare e ridere insieme. Ho visto il volto di un’umanità abbandonata che vuole far sentire la propria voce. Ho parlato con loro, giocato, mangiato, riso, pianto. Ho condiviso attimi indimenticabili con le persone più belle del mondo. Ammiro immensamente il lavoro che QRT fa e continua a fare per aiutare concretamente queste persone a sentirsi umane, vive, appassionate. Costruisce per loro meravigliosi progetti per incrementare la resilienza, l’autostima e la fiducia in sé. Con le ragazze accolte nel safe space di QRT si studia inglese, arte, musica, danza e molto altro. Si seminano fiori e ci si prende cura delle piante così come le une delle altre. E poi, nel campo, si lavora costantemente nell’emergenze e nell’urgenza, con risposte rapide ed adeguate a coloro che arrivano sfiniti dopo giorni di cammino, di nave e di fatiche. Ci si attrezza per l’inverno e per l’estate, cercando di non dimenticare mai nessuno. Riportare dignità a queste persone è il motto e lo scopo di QRT che con straordinaria determinazione si prende cura di tutti.”

Federica

Agosto 2020

“Sono tornata a casa con il cuore colmo di tristezza, ma talmente arricchita. Quello che quest’esperienza mi ha dato è indescrivibile: non ho mai ricevuto così tanto amore e non ho mai visto così tanta gratitudine. Sono tornata a casa con prospettiva diversa riguardo a cosa sta accadendo in Europa, con la certezza che bisogna agire e che il lavoro que QRT sta facendo è incredibile! Non vedo l’ora di tornare!”

 

Alessandra

July 2019

 

“Spending time in the refugee camp in Diavata made me understand a concept that I was previously aware of but had not yet given much thought to: these people are just like us, they have the same concerns, the same goals, they do the same jobs.  They are normal people who spend their lives in a context that is not normal at all. It’s not normal that people are living crammed into containers, it’s not normal that there are families living in tents with no electricity while it’s close to 40 degrees outside, it’s not normal that volunteers have to carry blocks of ice to them in a wheelbarrow because they don’t have a refrigerator to store food. It is not normal that I could get on a plane, after a month, going through the check-in quickly and smoothly thanks to my polished Swiss ID card, whereas all the people I had met will have to stay in the camp and wait maybe years to get a document in order to move elsewhere. The work that we volunteers do with QRT is something that should not exist because no human being should be in the conditions in which the people in Diavata find themselves. However, this reality exists and seeing it with my own eyes was like suddenly waking up: everything QRT does is important and absolutely necessary, but to change the situation in Greece, people in Europe need to become aware of how indispensable a political change is.


Arianna

Luglio 2019

Come volontaria ho imparato tanto. Sia a livello umano, condividendo pomeriggi con ragazze e bambini, sia a livello pratico, portando avanti i lavori in casa base. Non mi sarei mai aspettata di tornare a casa sapendo come si fa il cemento per costruire un muretto o come si stucca una parete. Eppure l’esperienza QRT mi ha insegnato anche questo. Un gruppo di volontari che pur non conoscendosi diventano amici perché condividono dei momenti forti. Un gruppo di ragazze afgane che si divertono a ballare la salsa e poi ad insegnarti a loro volta dei balli tipici del loro paese. Un gruppo di bambini che viene in quell’aula per fare dei lavoretti o anche solo per stare un po’ insieme al fresco. Un gruppo si, perché è l’unione a fare la forza.”

 

Ana

Dicembre 2018

“Tramite QRT siamo riusciti a dare spensieratezza ai bambini, sostegno ai genitori, e per quanto possibile un po’ di dignità alle famiglie. Un’esperienza che mi porto nel cuore, ogni sorriso ed abbraccio ricevuto sono un dono meraviglioso e una gratificazione inspiegabile a parole. Non vedo l’ora di tornare!”

 

Alessandro

Maggio 2018

“Cosa porto a casa? Conferme e novità. Saper che fare volontariato di questo tipo è pura utopia perché non si riuscirà mai a fare abbastanza, ma sarebbe come chiudere gli ospedali perché la gente continua ad ammalarsi. Ho visto quanta forza può avere un sorriso, quanto può cambiare la mia e la giornata degli altri e quante ferite può curare. Che le parole contano zero se non ci sono i fatti, perché il mondo cambia con l’esempio e non con le opinioni. Porto a casa soprattutto occhi nuovi ed è impossibile spiegarlo a parole. I rifugiati mi hanno donato molto più di quello che ho dato. Al prossimo viaggio.”

 

Francesca

Maggio 2018

“Esseri umani come me, che arrivano stanchi e spaventati in un Paese che non conoscono. Costretti a vivere in condizioni terribili e senza certezze su cosa riserverà loro il futuro. Eppure, nonostante tutto, ho trovato in loro una forza ed una dignità che non potrò mai dimenticare. Abbiamo cercato di rendere la loro vita più dignitosa, di dimostrare loro con piccole attenzioni che siamo tutti una grande famiglia, dove chi sta meglio aiuta chi sta peggio. Questa per me è la solidarietà. Non so quanto sono riuscita a dare a questa gente, ma quello che ho ricevuto è inquantificabile.”

 

Laura

Febbraio 2018

“Il giorno della partenza, certa di portarmi questa malinconia del giorno prima, succede invece che mi sento carica di energia e di affetto. […] Sono un diesel, comincio a preparare un mandala da far dipingere alle ragazze del campo. Una bambina prende il telefono e mette su Habibti mnin. Molti mi si avvicinano per vedere cosa sto facendo, li informo che sto per andare. ‘Where do you go? Home, in Suiza. And why? Why don’t you stay here? Family.’ Posso solo rispondere Family. Non mi sento in pace a darti questa giustificazione a te che sei incastrata in questo limbo per mesi o anni in attesa di raggiungere la tua family.”

 

 

Raissa

Febbraio 2018

“Tramite QRT siamo riusciti a dare spensieratezza ai bambini, sostegno ai genitori, e per quanto possibile un po’ di dignità alle famiglie. Un’esperienza che mi porto nel cuore, ogni sorriso ed abbraccio ricevuto sono un dono meraviglioso e una gratificazione inspiegabile a parole. Non vedo l’ora di tornare!”